Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha chiesto che l'esercito ritorni in città. Per presidiare postazioni fisse, così da liberare poliziotti e carabinieri per le pattuglie cittadine.
Credo che con questa decisione si sia spezzata l'illusione di un sindaco diverso per Milano. Pisapia si è lasciato trascinare sullo stesso campo della destra. Senza nemmeno una pressione popolare di stampo razzista, il quartiere Niguarda è stato molto degno nel chiedere silenzio e non strumentalizzazioni, il sindaco di Sinistra Ecologia e Libertà è ricorso ai metodi di una Letizia Moratti o di un Bobo "la-ndrangheta-a-Milano-non-esiste" Maroni.
E' chiaro che Kabobo, il ghanese che ha ucciso tre persone, è un caso isolato, il suo gesto figlio di un problema psichiatrico. Non c'è, a Milano, nessuna emergenza microcriminalità. Nessun problema di integrazione o di quartieri ghetto. Nessuna ragione alcuna per richiamare l'esercito.
Esercito che non è stato invocato per l'Umbria, dove la 'ndrangheta è ormai dentro i gangli di un'economia allora florida e oggi in crisi.
Esercito che non è stato invocato a Desio o a Solaro o a Trezzano sul Naviglio o sui cantieri di Expo 2015, dove la 'ndrangheta regna e impera.
Esercito che non è stato invocato in Calabria o nella Locride o nella Piana di Gioia Tauro, territorio a sovranità limitata, per lo Stato, e a piena sovranità, per le cosche.
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mercoledì 15 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Mamma li negri
Dopo l'uccisione di due passanti da parte del ghanese Mada Kabobo mi aspettavo un'altra reazione da parte degli italiani. Invece, a parte le solite baggianate leghiste (ché anche per essere razzisti ci vuole acume) e i titoli inutilmente provocatori di Libero, non ci sono state reazioni al grido "Prima gli italiani" (anche negli omicidi, ovviamente), "fuori gli stranieri dall'Italia", "i neri ci hanno rotto".
Gli italiani hanno altro a cui pensare. Nelle nostre città si muore per omicidi molto meno che, per dirne una, negli Stati Uniti. E gli omicidi del ragazzo ghanese sono frutto più di un raptus momentaneo che di un humus culturale ben preciso. Per intenderci, non è stato un gesto di ribellione contro il bianco fomentato dalla comunità degli stranieri a Milano, come può avvenire in qualche quartiere di Parigi. Milano ha reagito bene, tanto che i soliti leghisti sono stati cacciati dal quartiere Niguarda, scenario dell'alba di sangue.
La crisi, ormai lunga più di 5 anni, ha cambiato profondamente la società italiana. Più di quanto si possa pensare. E' una società più cinica, più violenta - come dimostrano le reazioni alla sparatoria di Palazzo Chigi - ma anche più disincantata. In altri tempi, i giornalisti di certa scuola avrebbero trovato terreno fertile per campagne ideologiche di stampo razzista. Ora, indifferenza. Al più, stentata indignazione.
Gli italiani hanno altro a cui pensare. Nelle nostre città si muore per omicidi molto meno che, per dirne una, negli Stati Uniti. E gli omicidi del ragazzo ghanese sono frutto più di un raptus momentaneo che di un humus culturale ben preciso. Per intenderci, non è stato un gesto di ribellione contro il bianco fomentato dalla comunità degli stranieri a Milano, come può avvenire in qualche quartiere di Parigi. Milano ha reagito bene, tanto che i soliti leghisti sono stati cacciati dal quartiere Niguarda, scenario dell'alba di sangue.
La crisi, ormai lunga più di 5 anni, ha cambiato profondamente la società italiana. Più di quanto si possa pensare. E' una società più cinica, più violenta - come dimostrano le reazioni alla sparatoria di Palazzo Chigi - ma anche più disincantata. In altri tempi, i giornalisti di certa scuola avrebbero trovato terreno fertile per campagne ideologiche di stampo razzista. Ora, indifferenza. Al più, stentata indignazione.
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