Dopo l'uccisione di due passanti da parte del ghanese Mada Kabobo mi aspettavo un'altra reazione da parte degli italiani. Invece, a parte le solite baggianate leghiste (ché anche per essere razzisti ci vuole acume) e i titoli inutilmente provocatori di Libero, non ci sono state reazioni al grido "Prima gli italiani" (anche negli omicidi, ovviamente), "fuori gli stranieri dall'Italia", "i neri ci hanno rotto".
Gli italiani hanno altro a cui pensare. Nelle nostre città si muore per omicidi molto meno che, per dirne una, negli Stati Uniti. E gli omicidi del ragazzo ghanese sono frutto più di un raptus momentaneo che di un humus culturale ben preciso. Per intenderci, non è stato un gesto di ribellione contro il bianco fomentato dalla comunità degli stranieri a Milano, come può avvenire in qualche quartiere di Parigi. Milano ha reagito bene, tanto che i soliti leghisti sono stati cacciati dal quartiere Niguarda, scenario dell'alba di sangue.
La crisi, ormai lunga più di 5 anni, ha cambiato profondamente la società italiana. Più di quanto si possa pensare. E' una società più cinica, più violenta - come dimostrano le reazioni alla sparatoria di Palazzo Chigi - ma anche più disincantata. In altri tempi, i giornalisti di certa scuola avrebbero trovato terreno fertile per campagne ideologiche di stampo razzista. Ora, indifferenza. Al più, stentata indignazione.

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