In un paese normale le esternazioni cialtronesche di Giuliano Ferrara sulla mafiosità siciliana verrebbero derubricate come battute di terza categoria di un comico caduto in bassa fortuna, guitterie di basso livello insomma. Qui da noi assumono una rilevanza tale da portare una Twitstar come Enrico Mentana (dopo aver dato la falsa notizia della morte di Fabri Fibra il primo maggio) ad abbandonare il social network (sic), travolto dagli improperi di massa dei trinariciuti e dei nativi della Trinacria. Nell'attesa di capire se supereremo mai questo choc, va detto che l'equazione di @ferrarailgrasso - rinverdita da un ventennio di predicazione leghista - è roba vecchia, un cliché che presume un'inesistente superiorità antropologica italica, smentita da innumerevoli fatti e inchieste giudiziarie. Però l'Elefantino, prima di cavalcare a testa bassa la polemica e di imbarcarsi nell'ennesima provocazione da Cirano arciconformista al contrario, poteva quantomeno chiedere a una delle penne di punta, lo scrittore siculo Pietrangelo Buttafuoco, se tutti i siciliani fossero intimamente mafiosi o contigui a Cosa Nostra. Oppure, poteva tardare e fare il sillogismo proprio nel giorno in cui si commemora il 35esimo anniversario della morte di Peppino Impastato, che pure geneticamente mafioso era, ma ontologicamente ha rifiutato l'etichetta, ribellandosi alla "montagna di merda", pagando a caro prezzo il suo atto sovversivo. Certo, non ci hanno ancora spiegato come sia possibile vivere senza mafie in un paese senza memoria e senza verità, specialmente perché - quando la battaglia contro le organizzazioni criminali poteva essere vinta - le istituzioni (il tanto vituperato Stato, così presente nelle autocommiserazioni vittimistiche di tanta parte di pubblicistica meridionalista) si è ritratto in buon ordine, consentendo alle consorterie di rigenerarsi e di conquistare solidità e potere. Ma in Italia, si sa, il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili. E tutto questo Ferrara finge di non saperlo.
Claudio Careri (twitter @clacar1977)

Nessun commento:
Posta un commento