venerdì 17 maggio 2013
Ndrangheta e politica, o si arrestano i colletti bianchi o lasciamo governare la 'ndragheta
Montebello, Siderno, Marina di Gioiosa Jonica, Gioiosa, Melito Porto Salvo, Reggio Calabria, ora San Luca. Il problema non è tanto lo scioglimento per mafia di un consiglio comunale, una consuetudine per questi luoghi, dove la democrazia è sospesa, lo Stato ha sovranità limitata o si infiltra nella criminalità organizzata, come diceva un superprefetto.
Il fatto è che non si interviene quasi mai sul sistema burocratico-amministrativo che fa sedimentare il sottobosco di complicità su cui attecchiscono le organizzazioni criminali. In una parola: si azzera la classe politica, mentre il telaio della macchina municipale rimane impunemente a galla, pronto a riciclarsi fino alla prossima operazione di polizia.
L'immobilismo e la conseguente paralisi amministrativa fa sì che la gran parte dei cittadini che non si schiera sia purtroppo portata a pensare che si stava meglio quando governava la "'ndrangheta".
Parabola significa che a queste condizioni lo scioglimento rischia di diventare un autogol. Basta chiedere al reggino medio, esasperato dalla condizione della raccolta dei rifiuti, se non avesse barattato volentieri una Leonia piena di pluripregiudicati con il centro città sgombro dall'immondizia.
Claudio Careri (twitter: @clacar1977)
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